venerdì 23 settembre 2011

Il numero di Topolino libretto 2912 è in edicola

Topolino 2912 e il supergiallo

Casty e il suo supergiallo inaugurano questo nuovo numero del Topo con copertina e storia disegnata da Alessandro Perina: Topolino e il caso Parallax (che poi risulterà essere il nome di una banca).
Per essere la storia principale è un po' miserina, la sceneggiatura non scorre molto e anche i disegni non sono il massimo. Tanto pubblicizzata soprattutto dalla redazione e poi abbastanza deludente. Il mistero non è tanto interessante e suona di già visto e sentito. Il colpo in banca ormai annoia e oltretutto l'umorismo non fa ridere per niente, come l'avvocato da 500,000 o le scommesse tra Topolino e Gamba. Insomma Casty rimane bravissimo nei disegni ma non altrettanto nelle storie, appena sufficienti, nulla di più.
Carlo e Ottavio Panaro scrivono e disegnano Zio Paperone e la bussola del magico Wilbur ma facevano meglio a non farlo visto i risultati stampati su queste pagine. Storia lunghissima (troppo) che è una noia da morire con un miscuglio di personaggi anche brutti e banali e disegni stile brutta copia a cui siamo abituati del povero Ottavio.
Roberto Gagnor invece, ormai perduta l'ispirazione, prova a tirare fuori dal cappello uno dei suoi jingle tra poliziotti: L'inno del poliziotto. Un demente Manetta (Gagnor è micidiale per cambiare le personalità dei personaggi Disney, ha tutto un suo mondo e un suo modo di pensare...boh...) deve imparare una filastrocca da ripetere davanti al capo della polizia ma non ci riesce. Punto. I disegni poi di Maurizio Amendola sono un disastro epocale, brutti, brutti e ancora più brutti.
Per finire la galleria di spazzatura non poteva mancare l'appuntamento straniero. Laura e Mark Shaw (ma all'estero è una moda scrivere le storie in due???) sceneggiano con disegni di Flemming Andersen la storia Zio Paperone e l'appetito spaziale. Il risultato fa pena, ma non pena nel senso buono, fa proprio piangere dalla disperazione perché più brutto non si può. Se non l'avete ancora letta risparmiatela che sennò poi vi arrabbiate come me!
Insomma, quando arrivano in edicola questi numeri non nascondo che mi passa per la mente l'idea di smettere di collezionare questo giornalino.

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